The Eames Houses.
Il racconto dei progetti della coppia Eames e la presentazione, nei padiglioni da attraversare, del sistema che rendere la loro ricerca sulla modularità un prodotto.
who
Charles e Ray Eames, coppia nel lavoro e nella vita, fondatori nel 1941 a Los Angeles di uno studio che ha attraversato architettura, design, cinema, mostre e giocattoli con la stessa qualità progettuale. La mostra è dell'Eames Office, oggi guidato dal nipote Eames Demetrios, con Kettal, produttore spagnolo di Barcellona. Insieme hanno sviluppato l'Eames Pavilion System, integrato e presentato nella mostra.
what
La mostra è dedicata alla visione dell'abitare, che intreccia la vita e il lavoro, di Charles e Ray Eames. Al piano terra della Triennale, in quattro aree tematiche, si dispiega l'intero arco della loro ricerca sull’architettura residenziale. Fotografie e film dagli archivi di Los Angeles, disegni, modelli in scala dei progetti degli anni Quaranta e Cinquanta, di cui alcuni inediti. I padiglioni a grandezza naturale mostrano il sistema modulare e si attraversano, per poco, si abitano.
when
Fino al 10 maggio 2026. Ingresso gratuito.
where
Triennale Milano, Viale Alemagna 6.
why
Perché è raro che un progetto espositivo riesca a rendere accessibile un archivio, far abitare un modello e presentare un sistema costruttivo nello stesso gesto. E perché ora che la settimana del design è finita e la folla si è dissolta, resta una settimana per entrare nelle case degli Eames, ritrovare un pensiero sull'abitare e continuare a trarre spunto per la ricerca sull’attuale.
BONUS E.T.
Al primo sguardo, appena si butta dentro l’occhio, in primo piano, meglio: in primissimo piano lungo tutta la parete antistante l’ampia vetrata dove entra libera la luce del giorno e della notte, ecco una libreria. Immediatamente si coglie e verrebbe da esclamare, le fondamenta autentiche dell’abitare. Fondamenta nel significato materiale e fondamenta in senso figurato. La libreria, dentro la stanza che dispone all’intimità, si mostra aperta ai colori del giorno ed alla sua musica carovaniera. Ecco dunque l’abitare. Ed è già, in questo progetto congiunto di marito e moglie, uomo e donna, i consorti che firmano il progetto a mano maschile e a mano femminile, i consorti sono persona unica, inscindibile nella loro comunione spirituale di carne e anima. Parafrasando così la tela di Rembrandt van Rijn, ‘Il ritorno del libro prodigo’ pare scorgere, l’ombra luminosa del grande olandese, mentre passa e sosta attraverso il respiro di quell’edificio, capace di mostrare nella semplicità dell’aurora, di mettere in viva scena l’abitare. E il progetto appare completo nella sua autenticità: solido, utile e bello. Il compimento della tripartizione vitruviana. Dove il bello si distilla da solidità e utilità. Nulla di effimero, il tutto autentico. Vero. Vivo.

